Da Sant'Arcangelo Trimonte - Lettera aperta del CODISAM all'assessore Ambiente prov. Benevento

Lettera aperta del CODISAM all'assessore Ambiente prov. Benevento

Sant’Arcangelo Trimonte 21/07/2008 c.a. Assessore all’Ambiente
della Provincia di Benevento
Gianluca Aceto
Egr. Assessore Gianluca Aceto,
è passato ormai un mese da quando la prima vasca della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte ha iniziato a ospitare ingenti quantità di rifiuti tal quali provenienti dalla regione Campania. Purtroppo i forti dubbi inerenti la bontà della scelta del sito di contrada Nocecchie, che abbiamo più volte esternato in questi mesi e di cui anche Lei, personalmente, è stato messo a conoscenza, non ci hanno abbandonato. Anzi, in questi giorni, se ne sono aggiunti altri. Cogliamo l’occasione di renderla, ancora una volta, partecipe delle nostre perplessità, non più solo come cittadino interessato ai problemi del territorio Beneventano, ma anche, dato il ruolo istituzionale da lei oggi ricoperto, in qualità di Assessore, preposto alla tutela dell’ambiente.
Gradiremo una sua viva partecipazione nel far luce su alcuni aspetti della gestione della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, che, a parer nostro, dovrebbero essere oggetto di maggior interesse e attenzione.
In questi giorni di svernamenti, ininterrotti, di rifiuti tal quali, alcune norme sulla sicurezza in materia ambientale, sembrano essere state fortemente compromesse.
In particolare ci riferiamo ad alcune operazioni, poco accorte, dell’attività di convogliamento dei rifiuti nella discarica, che hanno determinato:
- la dispersione, nei territori limitrofi allo sversatoio, di buste e imballaggi di plastica, sporchi di percolato. Materiali che dovrebbero essere accuratamente posti nella discarica e non, invece, disseminati sui terreni con coltivazioni in atto.
Le manovre di scarico dei rifiuti dai camion avvengono in modo discutibile.
- Gettati pesantemente sulla terra battuta, lasciano alzare in aria visibili nuvole di polvere. Nel pulviscolo, che grazie alla forte ventosità della zona viene diffuso rapidamente, fino a raggiungere e oltrepassare i territori confinanti, non crediamo si possa escludere la presenza di particelle inquinanti, derivanti dai rifiuti e dal loro processo di decomposizione. Oltre ad essere inalate e a compromettere la qualità della vita delle popolazioni residenti a Sant’Arcangelo Trimonte e nei comuni limitrofi, anche a causa dei forti miasmi, le particelle di polvere finiscono col depositarsi, anche queste insieme alle buste di plastica, nei terreni della zona, rappresentando un elevato rischio di contaminazione anche per i prodotti agricoli, oltre che per gli esseri viventi.
E’ un’ipotesi, questa che stiamo avanzando, dettata solo dalla logica e dal buon senso, giacché non riscontriamo la presenza sul territorio circostante la discarica di strumenti atti a rivelare l’intensità dell’inquinamento dell’aria in questa zona, (come promesso in sede di consiglio comunale dalla ditta Daneco spa).
Altra perplessità concerne il rispetto delle quantità di rifiuti tal quale destinati ad essere accolti dalla prima vasca.
- 55 mila tonnellate di rifiuti, sversati in quasi un mese, rappresentano davvero una cifra notevole e di straordinaria portata, che non ha permesso alla concessionaria le funzioni a lei spettanti. Ma era davvero questa la quantità di rifiuti prevista, oppure l’emergenza ancora una volta ha avuto il sopravvento?
- Le difformità visibili da tutti sono:
Molto spesso: arrivano in discarica camion senza idonea copertura del carico.
Altri con cassoni a perdita di percolato.
Viaggiano a distanza ravvicinata, creando colonne lungo la strada di accesso alla discarica, con emanazione maleodoranti, creando seri problemi di vivibilità ai cittadini abitanti lungo la suddetta strada.
Alla luce di tutto ciò, vorremmo vedere dissipati i nostri dubbi e sapere se è una situazione in regola o si evidenziano invece delle difformità, se vi sono osservanza delle prescrizioni impartite da ARPAC, Asl, nonché di quelle citate nel D.Dirigenziale Regionale n. 359 del 21-05-08.
Ci appelliamo alla sua funzione di vigilanza sulla tutela ambientale, per promuovere accertamenti finalizzati ad evidenziare la presenza di atti di negligenze e a garantire la regolarità della situazione, anche in rispetto di quanto stabilito con ordinanza commissariale n. 247 del 06.06.2008 e quanto altro prescritto in merito a codesto sversamento. Quanto finora enunciato è solo una parte delle anomalie riscontrate, il restante delle stesse saranno a lei evidenziate nel momento in cui lei vorrà convocarci.
E, eventualmente, a chi toccherà porre rimedio: alla Società privata che gestisce la discarica o all’Assessorato all’Ambiente della Provincia?
Certi di un suo sollecito riscontro, Le porgiamo i ns più cordiali saluti.

Il CODISAM

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