Galli sulla monnezza. Silenzi, grida e bugie sui rifiuti in Campania

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IlNuovoSalernitano-3giugno2009

Duecentoquaranta pagine dense. Vere. Così vere che sembra d’essere lì. Tra i rifiuti della Campania nel narrato sciolto di una cronaca rivista, riguardata, rivissuta, sul filo dell’analisi sociologica che Rossella Savarese dà nel suo Galli sulla monnezza- Silenzi, grida e bugie sui rifiuti in Campania per i tipi FrancoAngeli (euro25,00). La dedica a Chicca, Daniela, Dario, Nina e Smilla per un paesaggio migliore, apre il lavoro diviso in due parti e sei capitoli.
Una ricerca sociologica che muove dallo studio della società contemporanea, tra rischio e incertezza, e porta dritto alla gestione dei rifiuti, con uno sguardo ampio sul mondo. A cominciare dai concetti fondamentali di emergenza, crisi e disastro nella interpretazione di autorevoli autori che si occupano della variabile dei rischi, come Zigmunt Barman, Urlick Beck e Anthony Giddens, per snodare il tempo, che va dal 1996 ad oggi, in cinque fasi, di alterne vicende, che inquadrano ruoli, posizioni e opposizioni di politici, magistrati e cittadini. Dal piano Rastrelli alla legislazione Ronchi, passando per Fibe Campania e Fisia impianti, dal commissario straordinario Bassolino agli impianti di Cdr, dai comitati civici agli ambientalisti fondamentalisti ai disoccupati organizzati, all’avvicendamento dei commissari, dal prefetto di ferro Catenacci al superprefetto De Gennaro, da Bertolaso a Bertolaso sino al premier Berlusconi, ricordando, tra le righe e il non detto, Lauro e il laurismo.
Galli sulla monnezza. Un libro denuncia che mette a nudo la realtà. Narra quel che è e quel c’è. Senza veline e note ufficiali, in modo semplice, al cuore delle cose. Rossella Savarese è sul campo. Lavora sul campo della ricostruzione dei fatti, tra cronaca e interviste, segue trasmissioni e insegue dichiarazioni. Le dipana. Dilata e avvicina tempi e personaggi che si avvicendano nel governo. Svela retroscena e contraddizioni della politica. Smaschera intrecci perversi tra poteri, non troppo occulti, e la camorra. Mette il dito tra mala società e mala politica. Offre un quadro d’assieme che chiarisce al lettore le vicende napoletane dei rifiuti, nel suo italico divenire. Un problema antico, quello dei rifiuti, che, l’autrice, riporta in una nota a margine, sin dal 1832. Due domande, nella introduzione, inquietano e motivano a leggere curiosi: “Perché, nonostante l’istituzione di un regime commissariale, la presenza di tante intelligenze e le enormi risorse provenienti dal governo nazionale non è stato possibile evitare il disastro?”,e “Perché la politica non ha saputo negoziare simbolicamente la crisi e l’ha ceduta ai media?”.
Rossella Savarese fa un’analisi stringata delle problematiche varie legate ai rifiuti e, da filosofa caparbia, giornalista attenta e sociologa rigorosa quale è, riesce a tenere viva l’attenzione su quel delicato rapporto comunicazione, informazione, notiziabilità. Prende in esame la copertura e l’interpretazione dei fatti che ne danno i tre quotidiani di maggiore diffusione in Campania: Il Mattino, il Corriere della Sera e Repubblica. Scandaglia internet, siti istituzionali e blog. Punta l’indice su parole male usate nei report come “emergenza” al posto di “crisi”, inchioda politici, governi, schieramenti e organi di informazione. “La vicenda campana- scrive Savarese- è esempio di un mutamento dei rapporti tra giornalismo tradizionale, finanziato dagli editori, che hanno rinunciato all’investigazione e giornalismo indipendente, autoprodotto, o city Journalism. Il giornalismo-poi, conclude-è entrato in una nuova epoca che si suggella con il dramma della Campania”.
Galli sulla monnezza, ci mette di fronte ad uno spaccato vero. Vissuto da migliaia di campani. Raccontato, come non mai, da una sociologa con la travolgente passione giornalistica che Savarese trasmette con le sue parole, le sue ricerche, i suoi riferimenti, le sue descrizioni. La sua scrittura, pronta ad andare al cuore delle cose e dei fatti. Dentro dettagli che hanno lo spessore della cronista e il senso critico che ne fa la differenza. Ma anche un et/et. Un legato tra l’essere curiosamente giornalista e curiosamente sociologa. Tra l’es, per prendere a prestito un linguaggio da psicanalisi, e l’io. Donna e filosofa. Giornalista e sociologa. Immersa nello studio delle contraddizioni e illusioni, nell’analisi di sconfitte e opportunismi sulla gestione dei rifiuti.
Incalzante e al tempo sereno il racconto nel sequel di fotogrammi che Rossella Savarese, riesce a farci vedere, o rivedere, senza immagini, ma solo con parole dietro altre, nel libro raccontato, in un narrato forte, ricco di particolari, bugie, verità e riflessioni che chiama a fare anche al lettore. Galli sulla monnezza è un libro necessario per capire uomini e fatti. Per capire verità nascoste, politici pusillanimi, amministratori opportunisti, doppiogiochisti e narrazioni mediatiche.

Il libro sarà presentato, il prossimo undici giugno, alle ore 18, alla libreria Feltrinelli, in via Santa Caterina a Chiaia a Napoli. Ne parleranno, moderati da Marco De Marco, con l’autrice, Domenico De Masi, Franco Roberti e Igor Staglianò.

Ketty Volpe