Venerdi' 20 Novembre
Ore 13:00 Pranzo sociale offerto dal Laboratorio Occupato Insurgencia
Ore 16:00 Incontro dibattito con :
- Tannie Nyboe del Climate Justice Action (Network impegnato nella preparazione delle mobilitazioni intorno a Cop15)
- Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano
Presentazione della delegazione napoletana che parteciperà alle mobilitazioni contro il Cop 15.
Ore 22:00 "Ci vediamo a Copenhagen"
Dj set cult/trash con:
O'Zulu' (99 Posse)
Parente diggei (from Tpo Bologna)
Rubbish Dumps (from Insurgencia Napoli)
Laboratorio Occupato Insurgencia
Via Vecchia San Rocco 18 - Capodimonte
www.insurgencia.info
Da Chiaiano a Copenhagen
Alle comunita’ resistenti in difesa dell’ambiente
A tutti i comitati e presidi permanenti in difesa del territorio
Nel prossimo dicembre si terrà a Copenhagen la conferenza Onu sul clima. Un appuntamento globale dove i temi trattati, dalle emissioni alla salvaguardia del pianeta, dalla questione energetica alla subalternita’ dei Sud del mondo verso i paesi del G20, rappresentano dei nodi centrali rispetto alle dinamiche della crisi globale.
I temi legati alla salvaguardia del pianeta ci impongono, sottolineate dalle lotte che in tutto il mondo vedono protagonisti milioni di cittadini, una nuova e necessaria interpretazione delle dinamiche dei conflitti sociali a livello globale. Siamo coscienti, a partire dall’esperienza delle nostre lotte, e delle tante che ci somigliano in tutto il mondo, che le dinamiche del capitale globale stanno consumando sempre di più il nostro pianeta introducendo un’offensiva di miseria e sfruttamento che travalica le sole condizioni materiali legate agli aspetti socio-economici, aggredendo maggiormente nel complesso i territori dove viviamo. In questo senso siamo certi di trovarci di fronte ad un paradigma di scontro più complesso, in cui l’elemento della devastazione ambientale, della deturpazione, della sottrazione di risorse, ci inseriscono in un quadro dove l’elemento della difesa del pianeta rappresenta un’ irrinunciabile priorità per chi si batte contro questo modello di sviluppo.
I processi di accumulazione di capitale si sviluppano sempre di più nell’ottica di aggressione ai territori ed a tutto il pianeta, introducendo così un paradigma diverso dove capitale e ambiente diventano aspetti di una dicotomia che viaggia tra aggressori e resistenti, ed in cui questi ultimi, come noi, provano a tracciare dei modelli diversi.
Lo abbiamo visto nel nostro paese e sulla nostra pelle. Abbiamo visto che davanti alla crisi globale le ricette proposte dai governi, come quello italiano, si fondano sulla garanzia dei profitti dei grandi potentati e che hanno come prima conseguenza la distruzione dei territori. Cementisti, inceneritoristi, militari, lobby energetiche del nucleare e del gas, ripropongono i meccanismi di accumulazione di capitale classici in un ottica di ulteriore aggressione dei territori e sottrazione delle risorse. Accanto a questo non possiamo che rimarcare la totale subalternità dei paesi del Sud del mondo rispetto ai processi di accumulazione delle macroregioni a cosiddetto capitalismo avanzato. E non pensiamo solo a ciò che accade in Italia, ma a quello che è diventata l’Africa sub sahariana, i paesi dell’Asia minore, alcune grandi regioni della Cina e del Sud America, divenute delle discariche sociali ed ambientali di proporzioni enormi, dove l’impoverimento delle condizioni di vita va di pari passo con la distruzione dell’ambiente, esplicando meglio il conflitto capitale/ambiente descritto in precedenza.
Alla conferenza di Copenhagen assisteremo ad uno scontro tra diverse aree del globo, tra pulsioni e spinte differenti. Da un lato le logiche imperiali di accumulazione ci parleranno di deroghe alla riduzione delle emissioni, di soldi in cambio di ritardi sugli adeguamenti degli impianti, insomma di “veleni necessari” nel nome di uno sviluppo che altro non è che il soffocamento del pianeta. Dall’altro la dignità di chi sta vedendo la propria terra morire.
Noi staremo nelle strade di Copenhagen insieme a tanti provenienti da tutto il mondo, coscienti che temi come la decrescita, il cambio radicale del modello di produzione e di consumo, la rottura di una logica di accumulazione distruttiva ed avvelenatrice rappresentano la sola strada possibile che milioni di uomini e di donne hanno nel globo.
Ci staremo consapevoli che gli occhi del mondo saranno su Copenhagen, su quello che avverrà nella conferenza e nelle manifestazioni che ci saranno fuori. Ma soprattutto coscienti che sappiamo da dove veniamo.
Veniamo dalla costruzione di un percorso di lotta e resistenza contro la devastazione ambientale nel Sud del Sud del mondo, un percorso che ha prodotto comunita’, che per noi ha rappresentato soggettivazione di una esperienza che fa della lotta alla devastazione ambientale la sua priorità. Ed è qui che torneremo dopo Copenhagen.
Siamo certi che l’appuntamento del Cop 15 rappresenta non solo un’occasione per conoscere e confrontarci con gli altri movimenti europei, ma soprattutto per provare a costruire nuovi percorsi qui da noi, in Italia.
Partiremo per Copenhagen dopo aver attraversato in questi anni altre comunità in lotta nel nostro paese dalla Val di Susa a Vicenza, e diventando fratelli e sorelle di lotta di altre comunità. Ed è a tutte quelle comunità che ci rivolgiamo per dire : vediamoci a Copenhagen !
Perché il solo attraversamento possibile di quelle mobilitazioni viene dal protagonismo sociale e dalla radicalità che abbiamo espresso sui nostri territori, coscienti che dalle nostre esperienze può venire un valore aggiunto alle mobilitazioni del Cop 15, e che dalle altre esperienze di lotta che troveremo a Copenhagen può venire un valore aggiunto alle nostre lotte.
Partiremo per Copenhagen dopo essere stati in Calabria insieme ai comitati che si battono contro l’inquinamento della terra e del mare, e da Copenhagen torneremo per andare a Messina alla fine di dicembre per le mobilitazioni in occasione della posa della prima pietra del Ponte sullo stretto, perché quel portato di lotte, esperienze, costruzione di comune che si produrrà a Copenhagen dovremo riuscire a capitalizzarlo sui nostri territori contro cementisti, inceneritoristi, lobby delle energie e militari che contribuiscono a distruggere il pianeta.
Con questa nostra lettera aperta intendiamo aderire all’appello “Ci vediamo a Copenhagen” promosso da diverse realtà di lotta italiane verso le mobilitazioni contro il Cop 15, e con loro attraverseremo tutte le mobilitazioni in Danimarca.
In quei giorni a Copenhagen si parleranno tante lingue, le lingue delle lotte di tutto il mondo che giungeranno lì per la difesa del pianeta, noi come sempre impareremo da loro e dalle loro esperienze, ma grideremo a gran voce nella nostra lingua : Jatevenne!
Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano (Napoli, Italia)