Bertolaso, con il nuovo decreto approvato dal Governo, ha stabilito per legge l’uscita della Campania dall’emergenza rifiuti. Si tratta dell’ennesima farsa!
La verità è ben altra! Ci continuano a riempire di discariche piene di veleni con l’uso dell’esercito e di leggi speciali.Dopo 15 anni di imbrogli, inadempienze, corruzioni, affari sulla nostra pelle i rifiuti sono scomparsi dalle strade per andare a riempire come prima, nuove buche ed avvelenare nuovi territori. Questa verità è ben nota alle comunità che da Terzigno a Chiaiano, da Santarcangelo ad Acerra, da Savignano Irpino a Ferrandelle, da Serre a Giugliano… sono state costrette con la forza ad “ospitare” discariche discaricare di rifiuti indifferenziati e/o “ecoballe”.Vere e proprie bombe ecologiche che continuano ad avvelenare molti territori fino ad arrivare sulle nostre tavole attraverso la catena alimentare. Discariche ed inceneritori imposti contro la volontà popolare con l’uso dell’esercito e speciali leggi punitive per chi protesta, localizzati il più delle volte in aree gia inquinate oppure sottoposte a vincoli ambientali interne a parchi naturali o ad aree protette.
Gli inceneritori fanno bene solo a chi li gestisceDegli inceneritori tanto invocati per uscire dall’emergenza, per ora e fortunatamente, è entrato in funzione provvisoriamente, solo quello di Acerra, facendo registrare nel suo breve periodo di funzionamento, oltre 100 sforamenti nelle immissioni di particelle pm10 (le uniche misurate) a fronte della soglia massima stabilita di 34 volte all’anno. Per non parlare della diossina, dell’anidride carbonica, delle ceneri tossiche e del resto degli agenti nocivi immessi nell’aria e trasportati dal vento in un raggio di oltre 30 Km. E’ ormai chiaro che gli inceneritori fanno bene solo a chi li gestisce che riceve contributi illegittimi grazie alla truffa dei CIP6, contributi stimabili complessivamente in oltre 50 miliardi di Euro,che paghiamo mensilmente da anni con la bolletta Enel e che illegittimamente vanno alle lobby dell’incenerimento.
Ma soprattutto non siamo usciti dall’emergenza perché le istituzioni non lo hanno volutoNon si è voluto far partire la raccolta differenziata porta a porta che da sola avrebbe permesso di recuperare oltre il 70% dei rifiuti da riciclare in nuovi beni recuperando anche tanti soldi e creando nuova occupazione, non sono stati costruiti gli impianti di compostaggio che avrebbero permesso di trasformare la parte umida è più pericolosa dei rifiuti in compost da riutilizzare per l’agricoltura o il per recuperare di terreni incolti, non sono stati presi provvedimenti per ridurre a monte i rifiuti a partire da quelli non riciclabili come le plastiche.La distruzione di territori una volta fertili, il peggioramento delle condizioni di salute, l’aumento di tumori e tassi di mortalità, sono la conseguenza di una precisa scelta del potere, che dal centro destra come dal centro sinistra, ha preferito assecondare gli interessi di camorra, gruppi imprenditoriali e banche, invece che salvaguardare gli abitanti. Una complicità politica tale che spiega il vergognoso insabbiamento dei processi aperti e l’ultimo spostamento del processo rompiballe alias non luogo a procedere dove è inquisito lo stesso Bertolaso. Si può uscire dall’emergenza adottando un piano Rifiuti ZeroCon una politica di risanamento della gravissima situazione ambientale campana dopo 30 anni di sversamenti tossici/industriali di ogni tipo a partire dalla bonifica degli oltre 2500 siti inquinati, adottando un piano virtuoso per Rifiuti Zero, come avvenuto in tanti altri paesi, che permetterebbe di superare il sistema inquinante delle discariche e di fare a meno dei nocivi quanto costosi inceneritori trattando i residui con impianti a freddo TMB
Ci hanno rapinato milioni di Euro con la truffa dell’emergenza rifiuti ed ora aumentano la TARSU per farci pagare pure i debiti che loro hanno accumulato con i nostri soldi.
Nonostante nulla sia stato fatto per migliorare la gestione dei rifiuti in questi 15 anni, adesso vorrebbero far pagare a noi tutti, tra l’altro in piena crisi economica colpendo ulteriormente le fascie sociali meno agiate, i debiti pubblici derivanti dai profitti privati accumulati in questi anni in sfregio all’ambiente ed alla salute. Diciamo no all’umento della TARSU ed a qualsiasi compensazione del danno come proposto per Chiaiano perché la nostra salute non ha prezzo.
UNIAMO LE RESISTENZE, LOTTIAMO PER UN PIANO RIFIUTI ZERO
NO ALL’AUMENTO TARSU, DIFFERENZIATA PORTA APORTA IN TUTTA LA REGIONE