Trombosi in aumento a causa dello smog
Descrizione e modalità di aggiornamento
L'inquinamento dell'aria da polveri sottili, le PM10, prodotte dal traffico,
causa un notevole incremento del rischio di trombosi venosa profonda alle
gambe. E' il frutto di uno studio di un gruppo interuniversitario guidato da
Andrea Baccarelli, attualmente alla Harvard School of Public Health di Boston,
pubblicato su Archives of Internal Medicine. Francesco Bottaccioli della
Società italiana di Psico-neuro-endocrino-immunologia chiarisce, in Repubblica
Salute, lo stato dell'arte delle ricerche.
«La ricerca - si legge nell'inserto di Repubblica - eseguita in Lombardia, ha
monitorato più di duemila persone: 900 con trombosi venosa profonda e 1.200
controlli. Dalle indagini è emerso che per ogni aumento di 10 microgrammi di
PM10 per metro cubo d'aria, si ha un aumento del 70% del rischio di trombosi.
Non sorprende questa correlazione tra aria inquinata e patologie in sistemi
diversi da quello respiratorio. Il nostro organismo è un network, una
totalità integrata e interconnessa. Quello che accade in un punto del "sistema
corpo", il più delle volte segue i grandi circuiti di collegamento interno, in
primis il sistema immunitario».
<<E’ ormai acclarato - spiega il settimanale - che le cosiddette polveri
sottili, che sono un mix di inquinanti aerei e solidi, attivano in senso
infiammatorio le cellule immunitarie presenti nelle vie aeree, in particolare i
macrofagi alveolari. Queste cellule, residenti nei bronchi e nei polmoni,
ingolfate di polveri, cominciano a produrre grosse quantità di Interleuchina-6
(IL-6) che innescano una generale reazione infiammatoria. La quale può
manifestarsi sotto forma di asma o di altra allergia respiratoria, ma più anche
dare origine a un evento trombotico acuto arterioso (infarto e ictus) o a una
trombosi venosa profonda a causa degli effetti pro-coagulanti dell'IL-6. La
citochina nell'animale riduce il tempo di coagulazione, incrementa il
fibrinogeno e in generale di attiva una risposta pro-trombotica».
«L'anno scorso - si legge ancora - sul New England Journal of Medicine, uno
studio della Washington University ha tradotto in numeri questi effetti
dell'alterazione dell'equilibrio (emostasi) del sangue. Studiando 65.000 donne
in post-menopausa, i ricercatori hanno concluso che l'esposizione alle polveri
sottili incrementa del 76% il rischio di morte per eventi cardiovascolari. Ma
sarebbe ancora una volta un errore limitarsi a queste pur gravissime patologie.
Oggi la ricerca sta sempre più ponendosi il problema di chiarire gli effetti
combinati sull'immunità di inquinanti assunti respirando e mangiando cibi che
li contengono».
«Di recente - conclude Repubblica Salute - un gruppo di ricerca giapponese ha
documentato nel dettaglio gli effetti dannosi di disorganizzazione della
risposta immunitaria prodotti dai pesticidi organofosforici. Anche l'atrazina,
che da decenni inquina le falde acquifere della pianura padana in particolare,
è un potente perturbatore della normale risposta immunitaria. Per non parlare
poi della diossina, che è ad oggi uno dei più diffusi inquinanti ambientali con
effetti sulla salute difficilmente calcolabili, visto che altera non solo il
sistema immunitario ma anche quello endocrino».